Vuoi dell'erba?
- Giornalino Peano
- 2 dic 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Le suddette "droghe leggere" che girano tra i giovani, sono viste come un problema ormai da svariati decenni.
Le istituzioni tentano di portare ancora avanti campagne di sensibilizzazione per dirci quanto siano dannose per il cervello e quanto possano portare ad un consumo di droghe più pesanti. Se e quanto ciò che dicono sia vero non spetta a me dirlo. Vorrei solo portare l'attenzione sulla più trascurata causa, dato che spesso ci si limita ad attribuire la colpa del "drogarsi" al contesto e alla poca forza di volontà nel dire no.
Credo invece ci sia un disagio.
Che é lo stesso che porta i ragazzi a bere così tanto.
Il vero problema é che si tende a tenere a bada i propri disagi evitando di affrontarli invece di sbatterci la faccia con tutta la forza che hai.
Questi strumenti di annebbiamento hanno un ruolo fondamentale in questa malsana repressione.
E ciò che viene represso prima o poi emergerà più o meno in modo doloroso.
Perciò é importante prendere coscienza di ciò: fumare per provare qualcosa di più e non qualcosa di meno e, bere per lo stesso motivo, fa parte della vita ma è importante usare la testa, perché permette di valutare la giusta misura. Misura che permette di non passare a droghe mortali, senza quella paura pre-installata figlia dell'ignoranza.
Oltre quindi a usare bene gli elementi offerti dalla vita, é necessario risolversi (sott' intendo in parte), invece di sostituire un modo di repressione con un altro, elaborando perciò tutto ciò che bussa alle porte della coscienza. In poche parole essere sinceri con se stessi.
Ma per capirci qualcosa ti servono gli strumenti giusti, che non avrai mai se passi i tuoi pomeriggi a guardare la TV o giocare alla Play .
Troppe ovvietà? Forse...
Daniele Porchetti, 3I
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