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Nell’era dei social media e dell’intrattenimento rapido, la capacità di attenzione degli individui è in declino. Il fenomeno noto come "brain rot" ne è l’esempio più preoccupante.


Negli ultimi anni, neuroscienziati e psicologi hanno osservato una crescente difficoltà delle persone nel mantenere la concentrazione su compiti complessi e prolungati. Questo fenomeno è spesso associato alla cosiddetta riduzione della soglia dell’attenzione, una condizione che sembra essere aggravata dall’uso costante di contenuti digitali brevi e altamente stimolanti, come video TikTok, meme e notifiche continue.



Cos’è il “brain rot” e perché è un problema?

Il termine brain rot (letteralmente “marciume cerebrale”) è un’espressione colloquiale utilizzata per descrivere una sensazione di declino cognitivo causata da un consumo eccessivo di contenuti digitali frammentati e di bassa qualità. Questo concetto non ha ancora una definizione scientifica ufficiale, ma è diventato popolare tra i giovani per indicare una perdita di capacità cognitive, memoria e attenzione.


Il brain rot si manifesta attraverso:


  • Difficoltà di concentrazione: leggere un libro o seguire un film senza distrazioni diventa sempre più complicato.


  • Bassa soglia di frustrazione: compiti che richiedono tempo e pazienza risultano noiosi o insopportabili.


  • Dipendenza dai contenuti rapidi: il cervello si abitua a ricevere gratificazioni immediate e fatica a impegnarsi in attività più lente e riflessive.



Le cause della riduzione della soglia dell’attenzione

Molti esperti ritengono che il bombardamento di informazioni frammentarie e veloci a cui siamo sottoposti ogni giorno alteri il nostro modo di pensare. Alcuni dei principali fattori responsabili includono:


1. Social media e “scroll infinito”

Piattaforme come TikTok, Instagram e X (ex Twitter) sono progettate per catturare e trattenere l’attenzione attraverso un flusso continuo di contenuti brevi e accattivanti. Questo meccanismo attiva il sistema di ricompensa del cervello, rendendo difficile resistere alla tentazione di continuare a scorrere.



2. Sovraccarico informativo

Riceviamo ogni giorno una quantità enorme di informazioni, spesso senza avere il tempo di elaborarle. Il cervello, costretto a processare troppi stimoli, reagisce riducendo la capacità di concentrarsi su un singolo compito per periodi prolungati.



3. Mancanza di momenti di noia e riflessione

Prima dell’era digitale, i momenti di inattività stimolavano la creatività e il pensiero profondo. Oggi, il bisogno costante di stimoli impedisce al cervello di riposarsi e rielaborare le informazioni in modo efficace.




Le conseguenze del “brain rot”

Le implicazioni di questo fenomeno non sono solo individuali, ma anche sociali e culturali. Una popolazione con una soglia di attenzione ridotta può avere difficoltà a impegnarsi in attività intellettuali complesse, come la lettura di libri, la scrittura di testi articolati o il ragionamento critico. Questo può portare a una società sempre più orientata verso il consumo di contenuti semplicistici e immediati, con un conseguente calo della qualità del dibattito pubblico e della capacità di risolvere problemi complessi.


Come contrastare la riduzione della soglia dell’attenzione?


  • Per contrastare il fenomeno del brain rot, gli esperti consigliano alcune strategie:


  • Limitare l’uso dei social media: stabilire tempi di utilizzo e fare pause prolungate per permettere al cervello di disintossicarsi.


  • Leggere testi lunghi e complessi: allenare la mente con libri, saggi e articoli di approfondimento.


  • Praticare la meditazione e il “deep work”: tecniche come il pomodoro o la meditazione mindfulness aiutano a migliorare la concentrazione.


  • Riappropriarsi della noia: evitare di riempire ogni momento vuoto con contenuti digitali può favorire la riflessione e la creatività.



Conclusione

Il declino della soglia dell’attenzione e il fenomeno del brain rot rappresentano una sfida per la società moderna. Se non affrontato, questo problema potrebbe avere conseguenze negative sulla capacità di apprendimento, sul benessere mentale e sulla produttività. La soluzione non è demonizzare la tecnologia, ma usarla in modo consapevole, trovando un equilibrio tra intrattenimento rapido e attività che stimolano davvero la mente.


Complimenti per aver letto tutto, sei sopra la media!


Massimo Angelini, 4L


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