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Lamento di un estintore maltrattato

Massimo Angelini

Son l’estintore, poveretto,

già svuotato ben due volte,

senza colpa né rispetto,

mi han spruzzato a casaccio.


Entran qui di notte fonda,

mascherati, scaltri, arcigni,

e mi spruzzan senza sosta,

poi si danno a far pasticci.

Ma alla terza, oh che sorpresa!

Con un sasso e poca resa,

fanno un buco e poi che vedo?

La vigilanza! Corron via,

che paura, mamma mia!


Ora aspetto, tremo e temo,

chi verrà nel mio cortile?

Voglio spegnere un incendio,

non finire in mano a un vile!



Negli ultimi giorni, la nostra scuola è stata vittima di tre episodi di vandalismo notturno. Per due volte, ignoti sono riusciti a entrare nell’edificio e hanno aperto gli estintori, svuotandoli completamente. Nel terzo episodio, invece, l’arrivo della vigilanza ha impedito danni maggiori, ma i vandali sono comunque riusciti a rompere un vetro prima di fuggire.


Se l’intento era quello di saltare scuola, l’obiettivo è stato raggiunto: le lezioni sono state sospese per consentire la sanificazione degli ambienti. Tuttavia, d'ora in poi le ore perse verranno recuperate di sabato, una giornata a dir poco sconveniente.


Ciò che invece rimane è il costo economico di questi atti vandalici. La sanificazione dell’edificio e la sostituzione degli estintori hanno un prezzo, e quei soldi provengono dai fondi della scuola. In altre parole, ogni attacco agli estintori non è solo un gesto irresponsabile, ma un danno diretto a tutti noi: meno fondi per le attività, per i progetti scolastici, per migliorare la nostra scuola.


Questi episodi non sono una semplice “bravata”. Sono atti che colpiscono tutta la comunità scolastica, studenti e personale. Se dovessero ripetersi, oltre al danno economico, ci ritroveremmo a perdere altre giornate di scuola, che poi verrebbero recuperate nei fine settimana. Ne vale davvero la pena?


Forse è il momento di chiederci se vogliamo continuare a essere spettatori passivi o se, invece, possiamo fare qualcosa per tutelare il nostro ambiente scolastico. Segnalare comportamenti sospetti, sensibilizzare su questi problemi e, soprattutto, riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni è il primo passo per evitare che la scuola diventi il bersaglio di chi non ha a cuore il nostro e il loro futuro.


Massimo Angelini 4L

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