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L’evoluzione è una favola per adulti

Imran Akatukunda

'’C'era una volta un piccolo essere che viveva in un mondo acquatico primordiale. Non era il più forte né il più veloce, ma aveva una straordinaria capacità: poteva cambiare, adattarsi. Col passare delle ere, alcuni dei suoi discendenti impararono a nuotare meglio, altri a resistere sulla terraferma. Poi, alcuni svilupparono ali per solcare i cieli, mentre altri divennero giganti che dominavano la terra. Così, con il tempo, la vita si trasformò, adattandosi all’ambiente in un’infinita danza di cambiamenti.  Questa è la storia dell’evoluzione.’’

Ecco un modo breve e semplice per spiegare la teoria dell'evoluzione.  Ma le cose sono veramente andate così o c'è qualcuno, un'entità superiore che ha creato tutto? Andiamo a scoprirlo.

La disputa, nata molti anni fa, era riaffiorata durante le elezioni negli Stati Uniti quando in molti (soprattutto  repubblicani) cominciarono a criticare le politiche troppo inclusive dei democratici, sottolineando il fatto che nelle scuole i ragazzi erano esposti a ideologie troppo liberiste e radicali come quelle relative a LGBTQ, legittimità della transizione sessuale e, anche, la teoria dell evoluzione. Infatti molte comunità religiose, soprattutto i cristani, hanno fatto emergere il fatto che il sistema scolastico americano imponeva contrarie ai valori religiosi e morali di alcuni, parecchi,  studenti.

Definire la teoria dell’evoluzione una favola, deriva dal fatto che per alcuni quella dell'evoluzione  è una storia troppo banale e semplice per spiegare un fenomeno tanto complesso quanto unico come quello della vita. Insomma, è molto difficile credere che dal nulla, o meglio, dal non vivente, sia nato il vivente cioè l'essere umano e  tutta la bio complessità che ci circonda.

COME NASCE LA TEORIA?

L’idea che le specie cambino nel tempo non è nata con Darwin, ma ha radici antiche. Già nel XVIII e XIX secolo, studiosi come Jean-Baptiste Lamarck avevano ipotizzato che gli organismi si adattassero all’ambiente e trasmettessero questi cambiamenti ai discendenti. Un esempio della sua teoria lo dà la giraffa: secondo Lamarck, allungava il collo per raggiungere le foglie più alte e trasmetteva questa caratteristica alla prole. Tuttavia questa ipotesi si è rivelata errata.

La svolta arrivò con Charles Darwin, che nel 1831 partì per un viaggio intorno al mondo a bordo della nave Beagle. Durante il percorso, Darwin raccolse fossili, studiò piante e animali e notò che specie simili presentavano differenze significative a seconda dell’ambiente in cui vivevano. Nelle Isole Galápagos, ad esempio, osservò che i fringuelli avevano becchi diversi a seconda del cibo disponibile. Questo lo portò a formulare l’idea della selezione naturale: gli individui con caratteristiche più adatte all’ambiente hanno maggiori probabilità di sopravvivere e riprodursi, trasmettendo tali tratti alla generazione successiva.

Dopo oltre 20 anni di studi, Darwin pubblicò nel 1859 il libro L’Origine delle Specie, dove spiegava la teoria dell’evoluzione. La pubblicazione scatenò un grande dibattito, perché metteva in discussione l’idea tradizionale della creazione divina, ma con il tempo le prove scientifiche hanno confermato la validità di questa teoria.

IL RACCONTO BIBLICO

Di racconti sull'origine del mondo ne abbiamo tanti ma per semplicità consideriamo solo quello biblico della Genesi. Il racconto della creazione nella Genesi, il primo libro dell’Antico testamento,, presenta una visione del mondo come un’opera di ordine divino e progetto cosciente. Non è solo una descrizione di eventi fisici, ma un messaggio più profondo sul senso dell’esistenza e sul rapporto dell’uomo con Dio.

Secondo il racconto, Dio crea l’universo in sei giorni. Il primo atto di creazione è la separazione tra luce e tenebre, che segna l’inizio di un ordine cosmico. Ogni giorno successivo aggiunge nuove dimensioni a questo ordine, con Dio che forma il cielo, la terra, il mare, e infine la vita.

Nel primo giorno, Dio crea la luce, separando il giorno dalla notte, un atto che stabilisce il ritmo della vita. Nel secondo giorno, Dio separa le acque superiori da quelle inferiori, creando il cielo, simbolo di un mondo ordinato e diviso in regole precise. Nel terzo giorno, Dio fa emergere la terraferma, separando i mari, e vi fa crescere le piante, dando inizio alla vita vegetale. Nel quarto giorno, Dio crea il Sole, la Luna e le stelle, dando un ciclo naturale alla creazione.

Il quinto giorno è dedicato alla creazione degli esseri viventi acquatici e degli uccelli, seguiti dal sesto giorno, in cui Dio crea gli animali terrestri e, infine, l’uomo, a sua immagine e somiglianza. La creazione dell’uomo, Adamo, non è un atto casuale, ma un momento che conferisce all’essere umano una dignità speciale. Dio, vedendo che Adamo è solo, crea Eva da una sua costola, stabilendo così il rapporto fondamentale tra uomo e donna.

Nel settimo giorno, Dio si riposa e benedice l’opera della creazione. Questo giorno di riposo non è solo un segno di conclusione, ma un principio spirituale, che sottolinea l'importanza del riposo e della riflessione nell'ordine del mondo creato.

Il racconto della creazione nella Genesi non è una semplice narrazione storica o scientifica. Esso presenta una visione di un mondo creato con uno scopo preciso e una gerarchia che riflette l’ordine e la perfezione di Dio. Ogni creatura, ogni elemento della natura, ha un ruolo in questo grande disegno, con l’uomo che occupa una posizione privilegiata come custode della terra e delle sue risorse. La Genesi, dunque, offre una riflessione sul significato profondo dell’esistenza, invitando l’umanità a riconoscere la propria relazione con il creatore e con il mondo che lo circonda.

E POSSIBILE UNA CONCILIAZIONE ?

Questa  è  la domanda più difficile poiché né le autorità religiose né la comunità scientifica sembrano essere pronti ad ammettere la sconfitta. Per la comunità religiosa la Teoria dell’evoluzione è una congettura non ancora provata mentre gli scienziati si rifiutano di abbandonare la razionalità e accettare i racconti religiosi come dogma. 

Innanzitutto dire che quella dell'evoluzione della specie sia solo una teoria è un'interpretazione errata della parola teoria perché, come tutte le teorie scientifiche, quella dell'evoluzione ha superato anni di discussioni, tentativi di verifica e confutazioni.

In conclusione, il dibattito tra la teoria dell’evoluzione e le visioni religiose sulla creazione è complesso, radicato in visioni contrastanti del mondo e dell’esistenza umana. La teoria di Darwin ha ricevuto ampie conferme scientifiche nel corso degli anni, mostrando come la selezione naturale e l’adattamento possano spiegare la diversità della vita sulla Terra. D’altro canto, il racconto biblico della Genesi offre una visione spirituale e simbolica dell'origine dell'universo, centrata sulla creazione divina e sul significato trascendentale dell’esistenza.

La difficoltà nel conciliare questi due approcci risiede nella differenza fondamentale tra il metodo scientifico, che si basa su prove empiriche e verificabili, e la fede religiosa, che affonda le sue radici in concetti di verità assoluta e divina. Tuttavia, alcuni pensano che sia possibile un approccio che veda la scienza e la religione come complementari piuttosto che incompatibili. Alcuni suggeriscono che la teoria dell'evoluzione possa essere vista come un mezzo attraverso il quale Dio ha operato la creazione, mentre altri ritengono che la scienza possa semplicemente spiegare "come" la vita si è evoluta, senza entrare nel "perché" o nel significato più profondo di tutto ciò.

La domanda sulla verità ultima della nostra esistenza rimane aperta, e ciascuno, a partire dalla propria visione del mondo, è libero di cercare risposte nel proprio cammino personale, che sia attraverso la scienza, la religione o una sintesi di entrambe. In fin dei conti forse, la vera essenza della questione risiede nel nostro costante desiderio di comprendere il mondo che ci circonda e il nostro posto in esso, un viaggio che, sia attraverso la fede che attraverso la scienza, ci spinge a esplorare le meraviglie e i misteri dell’esistenza.

Imran Rweshagara Akatukunda, 2B

 
 
 

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