Il paradiso
- Flavio Bellucci
- 28 nov 2024
- Tempo di lettura: 1 min
Apro gli occhi, il buio m’avvolge
un abisso senza fine si spalanca
tra rovine e fiamme che divampano
,un cielo rosso di sangue mi stanca.
Cammino nell'oscurità più profonda
l'inferno mi stringe con mani di fuoco
cercando il mio Virgilio che non trovo
nel silenzio sento il passo del destino.
La mano trafitta da un chiodo
la morte di Cristo mi sovviene
ma il volto di mia madre piangente
nel mio cuore sempre rimane.
Un mendicante morente incontro e vedo
dice che il perdono è ormai perduto
un tuono lo polverizza in un istante
con un gallo morto è stato confuso
Il cielo sopra di me è rosso, inquieto
il sangue del peccato lo colora
un manto di dolore, un fiume che scorre
mentre il mio spirito inizia a implorare.
Vagando incontro ad animali in agonia
una chiesa gotica trovo da lontano
ma la candela non si accende mai
nonostante il fuoco tutto intorno, vano.
L’altare mi rivela una croce
un Cristo morto osserva muto
e nella vignetta in latino leggo
"Questo era il paradiso perduto"
Dio è morto, ucciso dagli uomini
che lo hanno dimenticato nel cammino
la sua luce ormai svanita per sempre
resta il vuoto in ogni triste destino.
Flavio Bellucci 2B

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