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Il paradiso

Apro gli occhi, il buio m’avvolge

un abisso senza fine si spalanca

tra rovine e fiamme che divampano

,un cielo rosso di sangue mi stanca.


Cammino nell'oscurità più profonda

l'inferno mi stringe con mani di fuoco

cercando il mio Virgilio che non trovo

nel silenzio sento il passo del destino.


La mano trafitta da un chiodo

la morte di Cristo mi sovviene

ma il volto di mia madre piangente

nel mio cuore sempre rimane.


Un mendicante morente incontro e vedo

dice che il perdono è ormai perduto

un tuono lo polverizza in un istante

con un gallo morto è stato confuso


Il cielo sopra di me è rosso, inquieto

il sangue del peccato lo colora

un manto di dolore, un fiume che scorre

mentre il mio spirito inizia a implorare.


Vagando incontro ad animali in agonia

una chiesa gotica trovo da lontano

ma la candela non si accende mai

nonostante il fuoco tutto intorno, vano.


L’altare mi rivela una croce

un Cristo morto osserva muto

e nella vignetta in latino leggo

"Questo era il paradiso perduto"


Dio è morto, ucciso dagli uomini

che lo hanno dimenticato nel cammino

la sua luce ormai svanita per sempre

resta il vuoto in ogni triste destino.

Flavio Bellucci 2B


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